Skip to content
1503–1565

SONETTO CLXXVII.

Benedetto Varchi

Così vosco il mio nome altero monte, Spirto gentil, là 've io per me non varco, Che non son come voi leggiero e scarco, Né le forze ho, quanto le voglie, pronte;

Come 'l vostro terrà perpetua fronte In questo d'uomin spazïoso parco: Ma chi fia, cui non pieghi il grave carco, E che tante alte doti vostre conte?

Ben l'immagin di voi nel core annido, E d'onorarvi col pensier m'ingegno, Ma non potendo poi, mi struggo e scarno. Basti dunque, s'ognor più a dentro incarno

Il buon volere e desïoso grido: Dolce, perché sono io d'onorarvi indegno?

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO CLXXVII. · Benedetto Varchi · Poetry Cove