Skip to content
1503–1565

SONETTO CLXXV.

Benedetto Varchi

Caro Annibale mio, poi che me parte Non voler, ma destin dal santo coro, Voi ch'avete più d'altri al bel lavoro Più conforme il saper, più degna l'arte;

Fate in mille palese e mille carte, Che in questo altero dì quel sacro alloro Scese di ciel nel mondo, alto ristoro Di quanto opran quaggiù Saturno e Marte.

Dite voi per che modi e con quai tempre, Per far nuovo miracolo, in un solo Petto, giunse ogni ben natura e Dio: A me quanto conviensi, umile e pio,

Poi che penne non ho da sì gran volo, Basti sempre adorarlo e tacer sempre.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO CLXXV. · Benedetto Varchi · Poetry Cove