Luca, quando talor fortuna rea,
Che per usanza i buon' persegue e sforza,
Empia v'assale, e tal, ch'umana forza,
Non basta a contrastar celeste dea;
Vostro alto invitto cor, qual già solea,
Perché non passe la terrena scorza,
Si tragga al poggio, o soffra sì ch'a forza
Ritragga il braccio, onde ferir volea.
Altro schermo più fido, e più sicuro
Non hanno i colpi suoi sì crudi e ciechi,
Ch'alta virtute o sofferenza umìle.
Ma che puote esser più che grave e duro
Nemico cielo e fier destin v'arrechi,
Toltomi il buon Martin tanto gentile?