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1503–1565

SONETTO CLXXIII.

Benedetto Varchi

Allegretto, io men vo lieto e pensoso Là 've ha Nettuno il suo più ricco impero; Lieto, perch'ivi omai vedere spero La pianta, onde ogni ben viemmi, e riposo:

Tristo, ché senza voi stato gioioso, Né saldo ebbi ancor mai diletto intero: Pure io vosco, e voi meco entro 'l pensiero Sempre anderemo, a cui nulla è nascoso.

E m'udirete infin del Tebro ognora Per monti e valli, or che tutto arde il cielo, Di voi cantar colle cicale a pruova. Più vorrei dir, ma la vermiglia aurora,

Spargendo intorno un rugiadoso gielo, Il mondo all'opre sue desta e rinnova.

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