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1503–1565

SONETTO CLXXI.

Benedetto Varchi

Io ebbi ed aggio e sempre avrò per fermo (E sia detto con vostra e d'altrui pace) Che chi odia le Muse, a Dio dispiace, Ed è di mente e di giudizio infermo.

Questo n'è dato solo e scampo e schermo Contra l'ingorda falce e man rapace Di lei, che sola a tutte cose spiace E sola tiene a tutte cose il fermo.

Chi è tanto sia d'ogni ben privo Dell'intelletto, ch'ei non cure ed ami Per palma essere in pregio, o per olivo? Chi, che sé stesso abbia sì forte a schivo,

E sì vil tenga, ch'ei non cerche e brami Di restar dopo morte al mondo vivo?

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