Tansillo, che quel dolce e lieto piano,
Dove siede Vesevo e corre Sarno,
Col cantar vostro alzate sì, che 'ndarno
Stenderà morte sopra voi la mano:
Ben del vostro languir tristo il toscano
Paese duolsi, ed io tutto mi scarno
Veder mesta con voi la riva d'Arno,
Che v'ha fra noi maggior, non tienvi strano.
Io quel che posso, umilmente le Parche
Divoto pregherò, ch'al bel natìo
Nido vostro tornarvi non sian parche,
E perché vostro nome eterno oblìo
Non teme, vedrò sol che l'ombra varche,
Coprendo insieme il cener vostro e mio.