Ben conosco io, signor che più gradita
Né di più frutto e men dubbiosa strada
Di quella oggi non è, dove la rada
Bontate vostra e cortesia m'invita:
E non niego, né posso, che la vita
Civile, innanzi all'ozïosa vada,
Né m'è la penna a vil, che lancia e spada
Al mio buon padre fu, ch'ancor s'addita.
Ma dico sol, che non disio, né speme
Di guadagno e d'onor mi torse a quelle
Carte, ch'io fuggii sempre e fuggo ancora:
Ma debito risguardo e pietà, ch'ora
Cessan con mio gran duolo, onde a più belle
Imprese miglior Dio mi volge e preme.