Spirto cortese a null'altro secondo,
Che, spregiando quel ch'or s'agogna tanto,
Ricchezza e nobiltà, ten porti il vanto
D'esser tra i buon' quasi fenice al mondo;
Io, che d'ogni miseria giaccio in fondo,
M'ergo tutto, e m'allegro, udendo quanto
È 'n te di quel valore antico e santo,
Che sol può fare altrui ricco e giocondo.
E prego il ciel, che i tuoi alti pensieri
Conduca a lieto fin, che ben son degni
Del favor di lassù più d'altri mai;
E te, che segui ogn'or più caldo i veri
Onor, lasciando l'ombre, non ti sdegni,
Se pochi teco all'alta impresa avrai.