Bembo, il ciel non potea tutto e le stelle
Più saldo nome e maggior gloria darmi,
Che far dal vostro eterno stil cantarmi,
Perché 'l mondo di me sempre favelle;
O dolci, inaspettate, alte novelle,
Perch'io, che 'nfino a qui solea spregiarmi,
Quasi in odio a me stesso, or voglio amarmi,
Quai sian le sorti mie benigne, o felle.
Lo studio de' duoi buon vince d'assai
Sé stesso vôlto (ond'io via più gl'onoro)
Al comun ben che langue in nuovi guai;
Questi e 'l caro Martel ch'io salutai
A nome vostro, o mio nobil tesoro,
Fur di voi sempre, ed or son più che mai.