Se d'ogni ingegno abbandonati e nudi
Pensier nutriti in basso e scuro albergo
Che contra i colpi tanto spessi e crudi
Di fortuna e d'invidia in carte vergo,
Non volete lasciar, Grimaldi, a tergo,
Che farete degl'alti e chiari studi,
Di quei, per cui talor da terra m'ergo
Per farmi qual non puon martello o 'ncudi?
Ma tento indarno, e sol la vostra lingua
Là puote alzarmi, ove non giunsero opre
Mortali, ancor ch'hanno col tempo fine:
Dunque, perché dagl'altri vi distingua,
Spieghi omai vostro stil quella, che cuopre
Vana temenza in voi, virtù divine.