Grimaldi, io vorrei ben fuor degl'inganni
Del mondo cieco per via dritta e bella
Alzarmi al ciel, ma sorte acerba e fella
Mi spenna sempre a sì bel volo i vanni:
Ond'io che da vicin gli ultimi danni
Vedo, e già sento lei, che rinnovella
Ciò ch'è sotto la luna, di mia stella
Mi doglio e temo non invan m'affanni:
Voi ben conforto e prego, or che favore
Del ciel vi chiama, a così santa e rada
Opra seguir fuor dell'eterno obblìo;
Ma più fidata scorta e via migliore
Duce di me prendete, che restìo
A ciascun passo non adombre e cada.