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1503–1565

SONETTO CLVIII.

Benedetto Varchi

Bernardo, amor che i più gentili spesso Più lega e stringe, in così forte punto M'avvinse, ch'io non fui poscia disgiunto Pure un'orma da lui, né sono adesso,

Né sarò, credo, mai, se ben me stesso Conosco e mia vaghezza, e dove giunto Alto n'ebbe destino, allor che appunto Il quinto lustro era al fornir ben presso.

Questi le vie del ciel tanto erte e chiuse, M'apre, e fa piane sì ch'omai non deggio Non isperare al crin l'amato ramo; Quel chiaro mostro, in cui natura infuse

Tutte sue dotti e 'l ciel, sì come io cheggio, Felicissimo vive e dove bramo.

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