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1503–1565

SONETTO CLVI.

Benedetto Varchi

Mentre, ch'io piango il buon Bettin, cui morte Spense, Lucanton mio, quasi ancor mai Offeso non m'avesse, ecco ch'assai Men pietosa m'assale e via più forte;

Fieno omai l'ore mie dolenti e corte, E vivendo vivrò mai sempre in guai, Poscia che tolto n'ha due Rucellai, Prima Cosmo, or Clemente, invida sorte,

Lasso! che debbo, o che far posso in questo Diserto senza voi, coppia gradita, Ch'eri quasi al mio verno un doppio aprile? Ben vi dico, Ridolfi, che molesto

Il mondo tutto ed ogni cosa vile Mi sembra, e sol morir può darmi vita.

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