Mentre, ch'io piango il buon Bettin, cui morte
Spense, Lucanton mio, quasi ancor mai
Offeso non m'avesse, ecco ch'assai
Men pietosa m'assale e via più forte;
Fieno omai l'ore mie dolenti e corte,
E vivendo vivrò mai sempre in guai,
Poscia che tolto n'ha due Rucellai,
Prima Cosmo, or Clemente, invida sorte,
Lasso! che debbo, o che far posso in questo
Diserto senza voi, coppia gradita,
Ch'eri quasi al mio verno un doppio aprile?
Ben vi dico, Ridolfi, che molesto
Il mondo tutto ed ogni cosa vile
Mi sembra, e sol morir può darmi vita.