Strozzo, dunque credete voi, che quello
Suon basso e roco del mio vile inchiostro
L'alte virtuti e 'l gran valor del vostro,
Agguagliar possa e mio caro Martello?
Quando in un petto giovenile e bello,
Vide cotal bontate il secol nostro?
Dove ingegno sì chiaro? in cui s'è mostro
Cotanta leggiadria, quanta era in ello?
E pur, qual fior, che dall'aratro sia
Tocco, o da dura man battuto langue,
Perìo Gismondo al suo più vago aprile.
Ahi fera destra! ahi crudel donna! ahi ria
Fortuna iniqua! Ancor bella e gentile
Era l'imago sua pallida, esangue.