Porzio, in me son tutte faville spente
Se non quelle d'Amor ch'ogni gentile
Ne sforza ad amar voi col vostro stile,
Che lodar tanto a tal ragion si sente.
Così lieto veder possa mia gente,
Com'io men pregio, non che prenda a vile
Vostro alto dir, che basso oggetto umìle
Sua mercè, non mio merto alzar consente.
Il bel disìo, ch'oltra 'l dover v'accende,
Rivolgete a lodar più degno nome,
Che 'l mio chi cerca ornar, fatica in vano.
Cantate quanto ognor più chiara splende
Del gran Leone Orsin la fiamma, e come
Ercol gli deve, non al ver lontano.