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1503–1565

SONETTO CLIII.

Benedetto Varchi

Porzio, in me son tutte faville spente Se non quelle d'Amor ch'ogni gentile Ne sforza ad amar voi col vostro stile, Che lodar tanto a tal ragion si sente.

Così lieto veder possa mia gente, Com'io men pregio, non che prenda a vile Vostro alto dir, che basso oggetto umìle Sua mercè, non mio merto alzar consente.

Il bel disìo, ch'oltra 'l dover v'accende, Rivolgete a lodar più degno nome, Che 'l mio chi cerca ornar, fatica in vano. Cantate quanto ognor più chiara splende

Del gran Leone Orsin la fiamma, e come Ercol gli deve, non al ver lontano.

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