A te, solo di Dio Figliuol verace,
Che tutto sai e tutto vedi; e puoi
Quanto può farsi, anzi quanto tu vuoi,
Ché tanto è sempre, quanto a te sol piace;
Ricorro e prego umìl per quella pace
Che già nel tuo partir lasciasti a' tuoi;
Abbi pietà del bell'Arno e di noi,
Che languiam, mentre il signor nostro giace.
E se non è quel gran giorno dell'ira,
Quel gran giorno dell'ira e tanto amaro
Venuto ancor per nostro ultimo danno;
Il gran Cosmo, il buon Cosmo, in cui sospira
Italia tutta ed ogni pregio raro,
Sana, a noi tema, a lui togliendo affanno.