S'io fossi come voi leggiero e scarco,
Fabrizio, in dolce e cara libertate,
Vosco forse tra l'alme alte e pregiate
Salirei il monte, ove per me non varco;
E ben fora uopo ogni terrestre incarco
Da sé lungi sgombrar, come voi fate,
Chi volesse appressar le verdi, amate
Frondi, di cui lo cor non mai discarco.
Dunque beato voi, non io, che mostro
A dito in questa sete e 'n quella parte,
Ricco d'altro tesor, che gemme ed ostro,
Mentre io senza governo, ancore e sarte,
In questo mar con rea fortuna giostro,
Ove ha men doglia chi più tosto parte.