Giovanni mio quella bontà, che forse
In nulla età, non che a' dì nostri, pare
Non ebbe, e quello affetto singolare,
Che 'n te d'altrui giovar sempre si scorse:
Quel casto amore e pio, che mai non torse
Dalla strada del ciel, ti fenno amare
Vivo dal miglior duce, e sospirare
Morto, che fosse mai dall'Austro all'Orse.
Se tanto i versi miei prometter puonno,
Oggi avrà l'Arno mesto, e forse tutta
Toscana umidi gli occhi e 'l viso chino;
E sopra il sasso tuo: Con guancia asciutta
Non passar, qual tu sii, ch'eterno senno
Dorme qui dentro, il buon padre Stradino.