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1503–1565

SONETTO CLI.

Benedetto Varchi

Giovanni mio quella bontà, che forse In nulla età, non che a' dì nostri, pare Non ebbe, e quello affetto singolare, Che 'n te d'altrui giovar sempre si scorse:

Quel casto amore e pio, che mai non torse Dalla strada del ciel, ti fenno amare Vivo dal miglior duce, e sospirare Morto, che fosse mai dall'Austro all'Orse.

Se tanto i versi miei prometter puonno, Oggi avrà l'Arno mesto, e forse tutta Toscana umidi gli occhi e 'l viso chino; E sopra il sasso tuo: Con guancia asciutta

Non passar, qual tu sii, ch'eterno senno Dorme qui dentro, il buon padre Stradino.

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