Oggi, Signor, che sopra il santo Legno
Per ricovrarne dagli eterni mali,
Pendesti morto, de' miei tanti e tali
Falli a chieder perdon pentito vegno.
E se forse ho varcato e varco il segno
Amando, quanto io fo, fronde mortali,
Elle prime e tu 'l sai, mi dieder l'ali,
Ond'io m'alzassi al tuo celeste regno.
Dunque debbo io perir, se queste mai,
Se questi santi piè d'acuti chiodi
Fur, per camparmi sol, forati e morte?
Oggi, lasso! oggi, oimè! per noi Cristiani
Crudelmente spregiato in mille modi,
Vilissima soffristi, acerba morte.