Francesco, a i duri colpi d'empio e fero
Destino, a cruda inesorabil morte,
Altro scudo non è più saldo e forte
Che soffrir, se non lieto, almeno altero.
La prima gloria del più vivo e vero
Valor, che Marte a i suoi seguaci apporte,
Spento ha del secol nostro acerba sorte,
Che non lascia goder mai bene intero.
Morto ogni ardire, ogni alto senno è morto
Col gran cognato vostro, e 'n somma avemo
Nuovo Pirro perduto e nuovo Achille.
L'Italia afflitta e le toscane ville
Piangon nosco, e non voi, cui sol tenemo
Di tanto danno e duol speme e conforto.