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1503–1565

SONETTO CIX.

Benedetto Varchi

Mai non odo sonar notte o dì squilla, Caro Bartolommeo, ch'io non mi senta Commuover tutto, e dica: Ben è spenta In me del vero ardore ogni favilla.

E mentre che del duol per gli occhi stilla Lagrime il cor, quel reo che l'alme tenta, Ad una ad una tutte mi rammenta Le mie nequizie, anzi l'accresce e immilla.

Ond'io, ch'altro non so, né posso o voglio, Alla Croce m'atterro, e con pia mano Divotamente mi percuoto il petto. E di quel santo segno, che l'orgoglio

De demonio fallace rende vano, Armo la fronte e poi nulla sospetto.

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