Mai non odo sonar notte o dì squilla,
Caro Bartolommeo, ch'io non mi senta
Commuover tutto, e dica: Ben è spenta
In me del vero ardore ogni favilla.
E mentre che del duol per gli occhi stilla
Lagrime il cor, quel reo che l'alme tenta,
Ad una ad una tutte mi rammenta
Le mie nequizie, anzi l'accresce e immilla.
Ond'io, ch'altro non so, né posso o voglio,
Alla Croce m'atterro, e con pia mano
Divotamente mi percuoto il petto.
E di quel santo segno, che l'orgoglio
De demonio fallace rende vano,
Armo la fronte e poi nulla sospetto.