Mentre io or fuoco, or neve ardo e languisco,
Le fresche ombre, i bei fonti e i lodati agi
Mi sovvengono ognor de' vostri magi,
Nobile ingegno e pari al secol prisco.
Quivi dopo tanti anni, a pena ardisco
Dirlo, gli spirti miei venner presagi,
Che quei non son, né den chiamarsi sagi,
Che si lascian pigliar dal mondan visco:
O se presi da lui, non tosto l'ale
Strigan, come voi feste, ed io vorrei,
Ma troppo in me l'empio avversario vale;
Se mai d'uom peccator calsevi o cale
Di me v'incresca, che gran tempo fei
Non diritto cammin per torte scale.