S'a voi, caro Busin, e queste e quelle,
Quando dell'Arno alle fiorite sponde
Nasceste, più che mai larghe e seconde,
Dieder quante dar puonno, alme sorelle,
L'acque del sacro poggio e le novelle
Piante, a cui tanta il ciel virtute infonde,
Cantar dovete, mentre eco risponde
Dal Tebro e 'l Vatican, superbi d'elle.
Ch'io per me, volto ad altro studio, e dato
Buon tempo a maggior cura e via più grave,
Il vero ho sempre e 'l mio gran duce avante;
E poi quantunque basso e male ornato,
Sol d'una fronde vien, che scriva o cante
Mio stil, che sola in sé tutte grazie ave.