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1503–1565

SONETTO CCXXX.

Benedetto Varchi

Vincenzio, io sto tutto romito e solo, Qual tortorella scompagnata e trista, Privo di quella dolce, amata vista Della pianta, cui sola al mondo colo.

E se non fosse, che levata a volo L'alma, che senza lei piange e s'attrista, Lieta sormonta in parte, ove ella acquista Virtù, che spegne, non pur tempra il duolo;

Ben fora morto, ed io certo vorrei Essere spento pria che viver lunge Da quelle frondi, ove ha virtute il nido. Bene è tre volte sventuroso e sei,

Cui dal maggior suo bene e patrio lido O suo volere o forza altrui disgiunge.

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