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1503–1565

SONETTO CCXXVIII.

Benedetto Varchi

Ben può lodarsi in voi l'alto disìo, Che già molti anni in ogni acerba asprezza Che povertà, d'anni e fatiche sprezza, Per tornar l'Arno al viver suo natìo,

Ma 'l giudizio non so, che voi? ched io Potem con pochi? e seguiam gente avvezza Fuggir quel che per noi si cerca e prezza, Mentre era franco il nido vostro e mio.

Forse per noi sarìa più san consiglio Ritornare a Minerva e lasciar Marte, Pagolo mio or, ch'ei più caldo ferve. Dio vede tutto, e sa che non periglio,

Né sdegno, od ira, o duol, ma sol men parte Non sperar libertà da menti serve.

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