Lottino, or ch'io per erte vie sassose
Tra ferro e fuoco al nuovo Marte intorno
Calco dell'Appennin la notte e 'l giorno
Le dure spalle mai sempre nevose;
Voi presso il nostro Ren, con amorose
Rime, che fanno ai più lodati scorno,
Cercate d'addolcire un vivo, adorno
Scoglio, ove ogni suo bel natura pose;
Né fia lungo il pregar, ch'alma non vile
Cede tosto ai buon' preghi e l'onde molli
Consumar spesso le più salde pietre.
Io pure in fin da questi alpestri colli,
Il vostro e mio Sebastian gentile
Prego, che giusta omai mercè v'impetre.