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1503–1565

SONETTO CCXXIV.

Benedetto Varchi

Signor, che sparse le virtuti e spente Raccogli tutte e le raccendi, e solo Tale hai di Marte e di Mercurio stuolo, Che ben puoi pareggiar l'antica gente;

Il tuo bel nome, Ippolito, altamente Sen va poggiando ognor per l'aere a volo, Tal, che da questo al suo contrario polo, Notte e dì sempre risonar si sente;

Tu sol frenando l'orgoglioso ed empio Barbaro stuol, fatto hai palese e chiaro, Ch'altrui viltà, non sua virtute alzollo; Ben dee l'Italia in tua memoria un tempio,

Anzi mille sagrar, cui grave e amaro Giogo, come ognun sa, tolto hai dal collo.

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