Signor, che sparse le virtuti e spente
Raccogli tutte e le raccendi, e solo
Tale hai di Marte e di Mercurio stuolo,
Che ben puoi pareggiar l'antica gente;
Il tuo bel nome, Ippolito, altamente
Sen va poggiando ognor per l'aere a volo,
Tal, che da questo al suo contrario polo,
Notte e dì sempre risonar si sente;
Tu sol frenando l'orgoglioso ed empio
Barbaro stuol, fatto hai palese e chiaro,
Ch'altrui viltà, non sua virtute alzollo;
Ben dee l'Italia in tua memoria un tempio,
Anzi mille sagrar, cui grave e amaro
Giogo, come ognun sa, tolto hai dal collo.