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1503–1565

SONETTO CCXXII.

Benedetto Varchi

Annibale gentil, che del più chiaro Tosco e maggior che sia, cui tanto osservo, Caro nipote e volontario servo, Seguite l'orme in poca età sì raro;

Ch'io spero e bramo ancor, se duro e avaro Mio fato, o braccio altrui crudo e protervo Non tosto mi disgiugne ogn'osso e nervo, Vedervi a lui vicin, se non di paro.

Allor le nebbie e le nubi, che 'l sole Celano a molti in questa etate oscura, Tolte saranno e scoprirasse il vero; Ch'a tal parelio, come cera suole

Struggersi al foco, mancherà il pensiero Di chi sua dritta gloria all'Arno fura.

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