Ben è cortese amor quel che vi spinse,
Gallo, a cantar di me, squillando fuori
Sì chiaro e gentil suon che de' migliori
Cigni presso al morir le voci estinse,
E d'onesto rossore ambe a me tinse
Le guance, come avvien che si scolori
Vergin, se mai del sen furtivi fiori,
Non s'accorgendo, anzi alla madre scinse.
Troppo era a me, che non prendeste a vile
Di stare in parte oscura sì, che poco
Qual uom che chiara gemma in piombo annodi,
Cara, vi fosse; or poi che 'l bello stile
Vostro tanto m'onora, a riso e 'n gioco
Prendo, ch'altri mi biasme o del ver frodi.