Non a chi regge impero, o splende in ostro,
E meno a lui, ch'or dal Ponente all'Orto,
Per far suo dell'altrui, desto in quel porto
Corre o ricorre, ed or dal Borea all'Ostro;
Ma solo a voi, Varron del tempo nostro,
Una cortese e dolce invidia porto
Che 'n far lieti e fecondi or villa, or orto,
Ogni cura ponete e studio vostro.
Voi tra bei colli e correnti acque, i molti
Fuggendo, d'ora in or cogliete i frutti
Di vostra propria man piantati e colti:
Voi, quegli onor ch'esser non puonno tolti,
Tedaldo mio, per voi pigliando, tutti
Lasciate gl'altri, che son vanni e stolti.