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1503–1565

SONETTO CCXLVI.

Benedetto Varchi

Non a chi regge impero, o splende in ostro, E meno a lui, ch'or dal Ponente all'Orto, Per far suo dell'altrui, desto in quel porto Corre o ricorre, ed or dal Borea all'Ostro;

Ma solo a voi, Varron del tempo nostro, Una cortese e dolce invidia porto Che 'n far lieti e fecondi or villa, or orto, Ogni cura ponete e studio vostro.

Voi tra bei colli e correnti acque, i molti Fuggendo, d'ora in or cogliete i frutti Di vostra propria man piantati e colti: Voi, quegli onor ch'esser non puonno tolti,

Tedaldo mio, per voi pigliando, tutti Lasciate gl'altri, che son vanni e stolti.

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