Caro Alessandro mio, ch'al primo fiore
De' più verdi anni, non pur del grande nome
Superbo andate, ma del bel cognome
Vostro, ch'io porto sacro in mezzo al core;
Seguite il tosco Apelle, eterno onore
Dell'Arno, e fate sì ch'ancor si nome
Il secondo Bronzin, pria che le chiome
Cangiate, e 'l mondo dopo lui v'onore;
Questo uman sonno così breve, nulla
Risvegliare altro e far longevo puote,
Che d'ardente virtù ben caldo raggio:
Io, che pur dianzi m'addormiva in culla,
Or di neve mischiato ambe le gote,
Quanto vorrei salir, tanto ogn'or caggio.