Signore, a cui come in lor propria e chiara
Casa, rifuggon le virtuti afflitte,
Al secol basso e scuro oggi interditte,
Se non quanto per voi s'erge e rischiara:
Or che la vostra sola, non pur rara
Penna ha sì belle e tante rime scritte,
Non lasci, prego, senza lode inditte
Le prose d'Arno, oltra l'usato avara.
Già sa per tutto ognun che quel d'Arpino
Torto vi mira, e che di pari spazio
Ven gite quasi col gran Venosino;
Bembo novello, a cui 'l greco e 'l latino
Deve, e più il tosco inchiostro, ond'io ringrazio
Il cielo, e voi, quanto conviensi, inchino.