Vincenzio, ch'io col vostro alto e felice
Cognome impresso e sacro, entro il cor tegno,
Per rimembranza del mio verde legno,
Che guerra a tutti i pensier vili indice:
Che quel gran Fiorentin, che cantò Bice,
A tutti gli altri di dottrina e 'ngegno,
Poniate innanzi, anch'io vosco convegno,
Che con forza maggior nessun m'allice.
Nessun, ch'io creda, in nessun tempo e loco
Più altamente né trovo, né meglio
Dispose, con parlar proprio ed ornato,
Quel ch'è, quel che sarà, quel ch'era stato,
Tutto nell'opra sua, come in un speglio,
Ben chiaro appare, e nulla dico, o poco.