Ferrino, a cui non pur la lira e 'l canto
Col bel sembiante suo, ma i sughi e l'erbe,
Onde si toglia l'uomo a morte, e serbe
In vita, Apollo die' con egual vanto:
Or che 'l buon Guidi mio, da voi cotanto
Amato, è fuor dell'empie mani acerbe
Di lei, che l'umili alme e le superbe
Involve insieme entro 'l suo negro manto;
Sgombrate il petto d'ogni tema, e meco
Grazie rendete a quel Signor che seco
L'aveva quasi, e a noi lasciato l'àve.
Ben perdea l'Arno questa volta e l'arte,
Che sana i corpi, onde ancor trema e pave
Mio cor, degli onor suoi la miglior parte.