Guido, ch'al sommo di quell'arte guidi
Ch'or mantien sani, or toglie i corpi a quella,
Ch'al fin tutti gli sface ingorda e fella,
Quasi alto lume e chiaro agli alfei lidi;
L'opera che di nuovo ordita vidi
Al subbio tuo non men dotta che bella,
Ovunque luce la maggiore stella,
Soli t'acquisterà perpetui gridi.
Perch'io non teco pur, ma soglio ancora
Col grande Arno allegrarmi e con coloro,
Che dopo noi di mano in man saranno.
Tu più bel nome; ei maggior gloria ognora,
Essi, come alle piaghe, ai morbi loro
Per te vero rimedio e certo avranno.