Diletto almo terren, che da bel rio
E da fecondo monte varchi all'acque
Dell'Arno, u' prima il mio buon padre nacque,
E 'l chiaro frate, oimè, poscia morìo:
Ben dee, gradirti il mondo tutto, ed io
Sempre 'nchinarti, poi che 'n te (si piacque
A Dio) nuovo Esculapio in cuna giacque
Del secolo oggi e gran tesoro mio;
Questi è quel gran Francesco, a cui natura
Sé stessa aperse, e fu sì largo il cielo,
Ed ei tanta arte giunse e cotal cura,
Che quanto seppe chi fermò già Delo,
Contra colei che solo i corpi fura,
Tutto gli si scoprìo, tolto ogni velo.