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1503–1565

SONETTO CCXCII.

Benedetto Varchi

Giorgio, che colle pure vostre e ornate Toscane prose, se non senza pare, Quanto altre ancor tra noi leggiadre e care, A voi vita, a noi gloria eterna date:

Deh! se 'l pro nostro e vostra lode amate, L'opera altera, onde 'l latin volgare, Moderno adegui il prisco e singolare Divenga, al mondo omai palese fate.

Non taccia più nel bel nostro idioma Chi scrisse il ver, da che partì colui, Che tre volte di lauro ornò la chioma: Voi solo a così grave e ricca soma

Forte con proprio stile e tema altrui, Far potete Fiorenza eguale a Roma.

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