Giorgio, che colle pure vostre e ornate
Toscane prose, se non senza pare,
Quanto altre ancor tra noi leggiadre e care,
A voi vita, a noi gloria eterna date:
Deh! se 'l pro nostro e vostra lode amate,
L'opera altera, onde 'l latin volgare,
Moderno adegui il prisco e singolare
Divenga, al mondo omai palese fate.
Non taccia più nel bel nostro idioma
Chi scrisse il ver, da che partì colui,
Che tre volte di lauro ornò la chioma:
Voi solo a così grave e ricca soma
Forte con proprio stile e tema altrui,
Far potete Fiorenza eguale a Roma.