Caro, dolce, cortese e gentile Ambra,
Per cui la dotta schiera, onde s'onora
Oggi Fiorenza, qual gemma s'indora,
O seta inostra, ognor s'imperla e inambra:
In voi, come talor festuca in ambra,
Bontà si chiude, e fuor traluce, ch'ora
Poco si stima, e vederiasi ancora
Correre al par d'Arno e del Tebro l'Ambra;
Se non che rea fortuna ed uso vile
D'esto secol malvagio avaro e fello,
Ad altre cure vi rivolge e tira;
Ben può dolersi colla tosca lira
Il socco, che per voi veniva bello,
E quanto il roman forse alto e gentile.