Mario, che non men buon, né manco saggio
Del gran genitor tuo, ch'alle nemiche,
Schiere con giovin forza e voglie antiche,
Contese il monte, e fu d'alto coraggio:
Lasci altrui dubbio in sì nobil paraggio
Quai più ti sia l'armi, o le Muse amiche,
Tanto par, che di pari ognor fatiche
Crescere in ambe con egual vantaggio;
Così gli ardenti tuoi desiri e l'alta
Impresa d'ardire piena e di consiglio,
Conducano al suo fin Minerva e Marte;
Come la mente mia, da cui non parte
Di cotal padre mai cotanto figlio,
D'averti amico in sé stessa s'esalta.