Chi fia sì folle mai che non s'avveggia
Quanto del cammin dritto usciste fuora,
Giovio, al gran Giovio quasi eguale, allora
Che qual mente talor saggia vaneggia,
Me dalla bassa gente e volgar greggia
Col vostro dir che i più chiari scolora,
Traeste al cielo, e quello stil ch'ancora
Ne' gravi anni canuto parvoleggia?
Ben vorrei, ma non oso alzare il volo,
Negro corvo con voi bianca fenice,
E portar l'Arno ai più sublimi scanni.
Quanto a voi si convien tanto disdice
Cantarlo a me: pur vi ringrazio, solo
Ch'amor voi, non voi me, cortese inganni.