Claudio, cui sol di tanti e sì pregiati
Padri e maestri del tosco idioma,
Ch'amava tanto ed onorava Roma,
Prudenti al far, come nel dire ornati,
Tolto non hanno al mondo amici fati,
Serbando quella venerabil chioma,
Perché virtute d'ogni parte doma
Non fosse, e bontà spenta in tutti i lati:
Ben ne dimostra sofferendo umìle,
Vostro alto cor, che nulla forza puote,
Non che tôrre, scemar virtute intera.
Fortuna, quasi aspra alpe aura gentile,
I petti saggi e forti invan percuote:
Ma che dee qui temer chi nulla spera?