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1503–1565

SONETTO CCVI.

Benedetto Varchi

Quel dolce, che da prima al cor mandaro, Simon, le care di voi rime, poi Che i vostri merti riconobbe e i suoi, Via più ch'assenzio gli si fece amaro.

E 'n vero io ebbi, ed ho cotanto avaro Il ciel, come sai, tu mia stella, e vuoi Ch'io stesso par che me medesmo annoi, No ch'esser pensi altrui pregiato e caro.

Pur quanto gl'occhi della mente giro A quell'arbor gentil, che per levarmi Alto da terra, ogni pensier deliro Sgombrò dell'alma, cotal sento farmi,

Ch'io spero dopo l'ultimo sospiro, Quaggiù vivo con lui gran tempo starmi.

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