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1503–1565

SONETTO CCLXXXIV.

Benedetto Varchi

Signor, ch'al padre ed avo e a tanti e tanti Valorosi campion del sangue vostro Già tante volte e tante egual dimostro Vi sete, agli altri lungo spazio innanti;

Qual sarà mai, che degnamente canti, Nuovo tra noi di Marte e chiaro mostro L'alta vostra virtute o lingua o 'nchiostro, Cui non è pari, e non fu certo innanti?

I pensier vostri e le parole e gli atti Son tutti, e sempre o vegli il core, o dorma, Tra l'armi in mezzo alle nemiche squadre. Quante fiate al dì chiaro ed all'adre

Notti da voi, come da leon torma, Gli avversari fuggir vinti e disfatti?

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