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1503–1565

SONETTO CCLXXXI.

Benedetto Varchi

Speme ed onor del secol nostro afflitto, Ch'onorate egualmente Apollo e Marte Empiendo or d'alti e bei pensier le carte, Or combattendo tra i nemici invitto:

Nullo al vostro valor non fu prescritto Termine o tempo, onde in ciascuna parte Saranno, e 'n ogni età palese e sparte Vostre lodi sì belle e fia ben dritto;

Ch'altro han quaggiù tanti onorati affanni Condegno guiderdon, che farsi conto A quei che nasceran dopo mille anni? Seguite dunque, che quegli alti danni,

Ove correte, Rangon mio, sì pronto. V'innalzeranno ai più sublimi scanni.

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