Or vorrei io con voi nel vostro caro
E lieto Biviglian, lungi alla gente
Viver, ch'al languir mio tremante, ardente
Nullo trovar non so scampo o riparo.
O dolce colle, o vivo fonte, o chiaro
Rivo, dove spirare ancor si sente
Di quell'aura gentil, fia che presente
Giammai vi veggia, e te padre Asinaro?
Fia, che disteso sovra l'erba, al suono
Delle fresche acque il ciel rimiri, e dica:
Da te viemmi e di qui, se nulla sono.
Mentre vosco, e tra me così ragiono,
Tal mi punge dolor, ch'a gran fatica
Respiro, e del più viver m'abbandono.