Già son varcati cinque lustri interi,
E 'l sesto al mezzo s'avvicina, ch'io
L'arbor qui vidi già d'Apollo, or mio,
E parmi, che l'ardor cominciasse ieri,
Quanti dolci sparsi io casti pensieri,
(Sanlo il bel colle vostro e 'l fresco rio)
Filippo, in questi boschi, eterno obblio
In me di quanto il volgo o tema, o speri.
Tolgami, priego, il ciel mirar le stelle;
Privi sian gl'occhi miei scorger la luce
Del Sol; non veggia io mai l'amato alloro,
Se più santi desir, s'unqua più belle
Fiamme d'onesto amor pensate foro
Non che sentite, ovunque annotta e luce.