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1503–1565

SONETTO CCLXX.

Benedetto Varchi

Come, quando talor nel più sereno, Nel più tranquillo e riposato giorno, A mezzo april, repente, d'ognintorno Si turba il ciel, dove s'aspetta meno:

Cotale e tanto al mio felice e ameno Stato piovve quel dì travaglio e scorno, Che voi, per far col Tebro alto soggiorno, L'Arno lasciaste e me di doglia pieno.

Nessun visse giammai di me più lieto Certo, mentre fui vosco; or nessun vive, Sendo io lontan da voi, di me più tristo. Solo in pensar di voi la mente acqueto,

Nobil pianta del Sol, che fece acquisto Per voi d'Apollo e delle sacre Dive.

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