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1503–1565

SONETTO CCLXV.

Benedetto Varchi

Francesco, chi non sa quanto e qual sete, Poi che del chiaro vostro alto parente Di fuor la cara effige, e nella mente La gran bontate e 'l senno raro avete?

Voi quella donna, che dell'alme e liete Menti del ciel d'ira e di giusto ardente Sdegno senza lasciò l'umana gente, Con dritta lance in man sempre tenete.

Così seguite, signor mio, che tante Doti altre e tali a voi sì largo dato Avrebbe il ciel, senza questa una, indarno: Questa una fa, che Flora lieta e l'Arno

Di doppio onor col suo gran Duce ornato, Per gemino Torel s'allegri e vante.

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