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1503–1565

SONETTO CCLXIX.

Benedetto Varchi

Ben credeva io, del ciel Motor sovrano, Anzi ferma n'avea salda certezza, Ch'a chi suo dritto e le tue leggi sprezza, Ritorna ogni operar fallace e vano.

Ecco che cruda sconosciuta mano All'armi, al sangue, all'altrui morte avvezza, Ogni impeto, ogni sforzo, ogni fierezza, Contra inerme difesa adopra invano.

Frenasti tu, Padre superno, l'empio Braccio, e facesti sì, che 'ndarno il ferro Alla fronte, alla gola e al petto venne. Tre volte e più, quasi rabbioso verro,

Si spinse a far di me l'ultimo scempio, Ma tante il colpo tua pietà ritenne.

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