Ben credeva io, del ciel Motor sovrano,
Anzi ferma n'avea salda certezza,
Ch'a chi suo dritto e le tue leggi sprezza,
Ritorna ogni operar fallace e vano.
Ecco che cruda sconosciuta mano
All'armi, al sangue, all'altrui morte avvezza,
Ogni impeto, ogni sforzo, ogni fierezza,
Contra inerme difesa adopra invano.
Frenasti tu, Padre superno, l'empio
Braccio, e facesti sì, che 'ndarno il ferro
Alla fronte, alla gola e al petto venne.
Tre volte e più, quasi rabbioso verro,
Si spinse a far di me l'ultimo scempio,
Ma tante il colpo tua pietà ritenne.