Voi, che del maggior duce e più migliore
Rege, ch'unqua mai fosse, o 'n pace, o 'n guerra,
Benché Saturno ritornasse in terra,
E si rendesse a Marte, il prisco onore;
Con giusta lance in man, con fede al core,
Chiavi, onde al ver s'apre la porta e serra,
La santa mente e saggia che non erra,
Eseguite senza odio e senza amore:
Lunga stagion vivete, e siavi il cielo,
Per lo comune ben felice, quanto
L'alta vostra bontate e senno merta.
Così cangiato in bianco il negro velo
La bella Flora, e volto in riso il pianto,
Dicea, del buon Torel gran tempo esperta.