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1503–1565

SONETTO CCLXIV.

Benedetto Varchi

Voi, che del maggior duce e più migliore Rege, ch'unqua mai fosse, o 'n pace, o 'n guerra, Benché Saturno ritornasse in terra, E si rendesse a Marte, il prisco onore;

Con giusta lance in man, con fede al core, Chiavi, onde al ver s'apre la porta e serra, La santa mente e saggia che non erra, Eseguite senza odio e senza amore:

Lunga stagion vivete, e siavi il cielo, Per lo comune ben felice, quanto L'alta vostra bontate e senno merta. Così cangiato in bianco il negro velo

La bella Flora, e volto in riso il pianto, Dicea, del buon Torel gran tempo esperta.

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